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Casa coniugale

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I benefici della prima casa non si perdono in caso di separazione se l’immobile è venduto entro cinque anni dal rogito.
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L’imposta di registro agevolata per la prima casa non si perde se l’acquisto è avvenuto durante il matrimonio ma, in caso di separazione, la sua nuova vendita avviene entro cinque anni dal rogito e senza l’acquisto di un nuovo bene nell’anno. Ciò nel caso in cui tale vendita faccia parte degli obblighi connessi all’accordo di separazione consensuale omologato.
Lo afferma la sentenza 115/1/18 con cui la Ctp di Ravenna ha ricordato come, in base all’art. 19 della legge 74/1987 il contribuente che trasferisce la nuda proprietà dell’immobile di cui conserva il diritto ad abitare non decade dai benefici prima casa se aliena l’immobile entro cinque anni dal rogito e senza acquistarne un altro entro l’anno, purchè l’obbligo di alienazione sia contenuto nell’accordo di separazione.
Il caso esaminato era quello di una contribuente che desiderava mantenere i benefici prima casa pur cedendo la nuda proprietà al figlio, cosa che era compresa nel suo accordo di separazione, per evitare che la casa finisse nella nuova famiglia dell’ex-marito. Una soluzione che non è stata considerata un’alienazione vera e propria ma solo una maniera migliore di sistemare la questione della separazione tutelando il figlio.
La decadenza dei benefici, voluta per evitare speculazioni, in questo caso non aveva ragione di essere visto che si adempieva ad una clausola dell’accordo di separazione. Trattandosi quindi di un atto legato a tale accordo, quindi, anche gli atti giudiziari relativi erano esenti da imposte.

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